Anche Letizia no!!! Ora basta.

Anche Letizia no!!! Ora basta.

Travolta a pranzo anche Letizia Paternoster, inizia male il weekend per i ciclisti e la preoccupazione sale dato che già lo scorso aveva segnato due episodi davvero preoccupanti, sebbene nessuno abbia portato danni importanti bisogna farsi sentire!

Andrea Toso

22 Novembre 2019

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Oggi a pranzo la nostra “dea del ciclismo” è stata investita ad Arco, nel suo Trentino, giusto al rientro dalle sue vacanze e all’inizio della preparazione per le gare di coppa del Mondo su pista tra un mese. Per fortuna nello scontro con l’automobile sembra non abbia riportato seri danni, a quanto emerge dalle prime notizie trapelate, un trauma al suo angelico viso, sembra una frattura allo scafoide di una mano, e le inevitabili botte dovute all’urto. Poca roba in un urto con un’auto,  il danno sarebbe lieve, attendiamo notizie dal suo profilo Instagram.

Dicevamo che siamo al secondo bollettino di Guerra consecutivo, nel weekend  del 17 novembre c’è stato l’urlo di rabbia, di preoccupazione, di dolore di un professionista in allenamento come Alessandro De Marchi, sfiorato da una macchina in salita, una strada stretta abituale su cui pedala partendo da casa. Spaventato e pieno di adrenalina dallo spavento, inveisce contro l’autista della macchina, che non contento di aver quasi cagionato un danno fisico ed economico, un professionista ha come strumento di lavoro il proprio corpo, che infortunato anche lievemente non può rendere nel periodo di stop forzato e rischia di compromettere una stagione, un contratto, una carriera.

Senza arrivare al compianto Michele Scarponi, investito ad un incrocio un paio di anni da un furgone ad un incrocio, causa sole sembra, ma anche Davide Cassani, allenatore della Nazionale di ciclismo ha rischiato grosso, salvo poi essere sbeffeggiato da Rolling Stones, pedalare ed allenarsi è sempre più pericoloso, sebbene in molti abbiano adottato luci per farsi vedere meglio, no non basta.

Di ieri la notizia di un passeggero di una Mercedes che in Friuli getta puntine da disegno sul manto stradale dopo aver sorpassato un gruppo di ciclisti che grazie a Dio ha la prontezza di inchiodare riducendo al minimo i danni, nessuna caduta, nessun danno fisico.

Le macchine odiano i ciclisti.

No. Non sono le auto ad odiarci, sono i conducenti frustrati ad odiare i ciclisti.

Uomini che ritengono di proprietà le strade, al punto di suonare e sorpassare qualsiasi ingombro gli si presenti davanti, poco importa se si stia sorpassando un SUV, una utilitaria, un trattore, o una bicicletta. Bisogna fatturare, veloci veloci, al cellulare sempre, perché si è più furbi, il vivavoce in macchina ormai non è più optional, un paio di cuffiette costano pochi euro, ma li vediamo lo stesso, autisti che sfrecciano con meno mani della Dea Khalì che però con una telefonano, una prendono commesse sul taccuino, l’altra fumano e un’altra si infilano le dita nel naso… ah no sono troppe mani… ma il volante?

Optional.

E poco importa se quel bastardo del ciclista salterà dalla sella quando lo sorpasserò a 90 km/h in una stradina di campagna, in mezzo alle scatole, bel tempo da perdere hanno ‘sti qua… ma che lavoro fanno??? Non ce l’hanno una famiglia?

Caro automobilista ti risponde Alessandro De Marchi, professionista della CCC, che mette nero su bianco la nostra paura, le nostre delusioni, anche noi guidiamo, sia una bici che una macchina se non camion, perché un lavoro lo abbiamo o lo abbiamo avuto, ma rubiamo momenti al bar, all’aperitivo, azzeriamo pause pranzo per la nostra passione, che purtroppo non sempre può essere in una riserva come un campo da calcetto… e una famiglia la abbiamo tutti, e vorremmo tornare dai nostri cari ogni uscita, con il casco intatto, quanto le ossa e la colonna vertebrale.

Sono stufo, letteralmente stufo e con i nervi a fior di pelle.
Ho ancora male alla gola dal troppo urlare e inveire contro l’ennesimo automobilista durante l’ennesimo “quasi incidente” in cui sono stato coinvolto oggi. Non ce la faccio più.

Mattina di oggi, domenica 17 novembre, qualche minuto alle 10.
Parto da casa come ogni giorno e mi dirigo verso il centro di Buja, salendo verso la salita di “tonino 2” come è conosciuta qui.
Salgo piano, sulla dx, senza intralciare. Circa a metà di questa percepisco prima il rumore di un’auto e poi la sensazione di “sfioro” sul mio gomito e mano sx. L’auto, una grossa Audi, mi passa, al triplo della mia velocità, sfiorandomi per una questione di cm, ripeto CENTIMETRI.
Mi sbilancio, finisco sul marciapiede basso che segue la salita e con tutta la mia voce inveisco contro l’automobilista.
Lo stesso viene fatto dall’auto che lo segue, una piccola jeep blu, che, avendo visto tutta la scena, a forza di clacson lo fa accostare. Da lontano vedo che l’automobilista della jeep discute con l’altro. Arrivo sul posto che l’Audi è ancora ferma, gli grido che ha rischiato di ammazzarmi e mi viene risposto: “ Non ti ho mica toccato, vai a cagare !!!”
Allibito non faccio in tempo nemmeno a replicare, che questo riparte sgommando.
Riparte sgommando per fermarsi 200m dopo di fronte ad un’edicola! Arrivo giusto per fare la foto a targa, auto e guidatore (mentre scende per andare all’edicola ) e sentirmi ancora maledire dal soggetto.
Caro automobilista ignorante, riguarda bene la mia faccia qui sotto nella foto, riguarda la faccia di quello che stavi quasi per ammazzare stamattina .

Perché si, caro automobilista ignorante, il “toccarmi” di cui parlavi, nella migliore delle ipotesi mi avrebbe mandato dritto all’ospedale o su una carrozzina, nella peggiore dritto in una bara!

Caro automobilista ignorante, oggi, con la tua bella Audi A6 grigia metallizzata, mi hai quasi ammazzato … per arrivare prima all’edicola!
Caro automobilista ignorante ti odio con tutto me stesso e spero che tu legga queste righe o che qualcuno ricordando la tua auto pensi a te e te le faccia vedere.”