Alzati e corri!

Alzati e corri!

Con la tappa di Venezia si è chiusa la decima stagione della Run5.30 italiana, ed ha avuto anche una coda […]

Andrea Toso

30 luglio 2018

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Con la tappa di Venezia si è chiusa la decima stagione della Run5.30 italiana, ed ha avuto anche una coda estera il 20 luglio a Brighton.

Dieci anni di corse all’alba, istituzionalizzate ed organizzate da Sergio Bezzanti che ha trasformato l’ora della sua camminata quotidiana in un format amato e copiato sia nell’idea che nella distanza. La cronologia parte nel 2009 nella sua Modena con 570 partecipanti, per crescere in tappe e partecipanti l’anno seguente, Modena 1000 e Milano 1100. La metropoli rivuole a gran voce l’evento nel 2011, altri 1200 runner, poi ovviamente la patria di Sergio a 1300 ed il sogno veneziano che parte timido con 470 partecipanti.

La mia personale esperienza alla run 5.30 nasce nel 2012, forse grazie al contatto con il compianto Fabrizio Cosi ed i suoi marziani che corsero tutte le tappe e che vidi spuntare anche a Venezia arrivando in pullman, lavandosi ad una fontana e ripetendo per andare a lavorare al rientro. Si aggiunsero Torino e Bologna quell’anno. Da fenomeno underground era scoppiata una moda che subito vide tanti imitatori, i più furbi con qualche variante in distanza e orario, i pigri copiarono addirittura pari pari le indicazioni dal sito. Nel 2013 si aggiunse una tappa milanese a San Vittore con 20 detenuti e numeri in aumento un po’ ovunque.

Nel 2014 un complicato tentativo a Roma, la flemma di Palermo, ed ancora Ferrara, Pisa, Mantova come new entry è inutile dirlo numeri in esplosione a braccetto con il movimento del running in crescita esponenziale in Italia.

Nel 2015 una incredibile tappa per carnevale a Venezia, 950 persone con una maschera e una t shirt bianca a correre sempre alle 5.30 del mattino al freddo di metà febbraio. Quindi Verona e Bari entrano nel calendario e si tenta a Nottingham con qualche dubbio e un grande successo finendo con Riva del Garda, Roma, Reggio Emilia e una ulteriore sebbene atipica tappa serale a Venezia (terza annua!) in giro per Murano. E vista l’affezione social nacque anche la Virtual Run 5.30, evento fissato al 25 settembre in cui chiunque avrebbe potuto correre la stessa distanza alla stessa ora, da solo of in gruppi organizzati, acquistando o stampando la t-shirt quanto il pettorale, grande successo ovviamente e appuntamento ricorrente.

Si è parlato di numeri e crescita, ma la filosofia di Run5.30 ha due chiari punti fissi: movimento e alimentazione.

L’evento si può correre o camminare, sta al partecipante valutare se godersi la città o la competizione, fatto sta che le t-shirt consegnate, che quasi tutti usano, sono volutamente in cotone e non in materiale tecnico, giusto per dare un’indicazione e da qualche anno è sparito anche il pettorale… Alimentazione perché al ristoro finale viene proposta sempre frutta di stagione grazie alla filosofia e alla cultura di Sabrina Severi nutrizionista e socia di una vita di Sergio nel progetto quanto nelle passeggiate mattutine. Negli anni si è lavorato anche a supporto delle scuole di Modena per educare a questi importanti pilastri i ragazzi delle superiori. Insomma Sergio e Sabrina sembrano due alieni nella caotica società moderna ed il contatto con loro, sebbene per mezz’ora di corsa porta benefici che rimangono addosso per lungo tempo. Non posso che invitarvi a seguire la pagina Facebook e ricordarvi che gli eventi hanno spesso numero chiuso per ovvie esigenze organizzative, iscrivetevi per tempo, il 2019 è già in organizzazione!