Allenatore di running: hai mai pensato di farti allenare?

Allenatore di running: hai mai pensato di farti allenare?

Il running è uno sport sottovalutato e come tale richiederebbe un iter corretto, fatto di: allenatore, allenamenti programmati, attrezzatura.

Riccardo Mares

20 Marzo 2019

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Hai mai pensato ad un allenatore di running? Parliamoci chiaro, il running è uno sport dove basta che metti un paio di scarpe da tennis e si parte, tanto non costa niente. Ti ho convinto? A me no.

Faresti una partita di rugby senza mai avere avuto una guida? Ti tufferesti in piscina dove non tocchi, senza averlo mai fatto prima e senza il bagnino a sorvegliarti? Però sono certo che l’idea in testa di fare una mezza maratona o una maratona ce l’hai, anche se non hai idea di come la si prepari.

Sicuramente il running è più semplice all’approccio di altri sport: una scarpa da tennis può essere più o meno buona, ma alla fine è una scarpa da tennis (si va dai 20 ai 250€ …) e soprattutto siamo nati per correre, o no?

Personalmente ho avuto la fortuna di passare un periodo sotto il monitoraggio di un coach professionista e posso garantire che ci si rende conto di quanto sia importante. Ma è indispensabile? Per risponderci mi sono confrontato con Gabriele Torcianti, coach professionista con un palmares più lungo dei miei km nel 2018! Al solito parto con una domanda easy, al suono di “la tocco piano”.

Ciao Gabriele e grazie per la tua disponibilità, parto subito con una domanda facile: sei (tu, come “coach” oggetto) necessario per un atleta, un runner?

Ciao Riccardo! No, non sono indispensabile! In senso assoluto non lo sono, posso diventarlo quando l’atleta in questione, sia esso maratoneta o uomo da trail running o da triathlon lungo non si accontenta di raggiungere il traguardo della competizione che ha identificato come obiettivo annuale, ma lo vuole fare al meglio ottenendo la migliore prestazione possibile, intravedendo nel percorso di avvicinamento un’opportunità di cambiamento da cogliere!

E’ bello come con una breve risposta hai tolto il mio primo dubbio. Per chi si avvicina la corsa qual è quindi il percorso migliore che puoi suggerire, per non farsi male e chiarirsi le idee?

Ma… Vedi, io credo che sarebbe importante vedere lo sport, in questo caso specifico la corsa, come un’opportunità di crescita o di miglioramento della propria condizione. Ritengo estremamente riduttivo pensare alla corsa in funzione della prestazione, del tempo o di una classifica qualsiasi. Credo riduttivo vedere ad esempio la maratona, una gara epica, come 42 km di asfalto da percorrere in un tempo ragionevole per mettere la spunta ad un’impresa sportiva e poi bullarsi al bar.

Lo sport e l’allenamento sono il tramite del cambiamento! E in questa visione la cosa importante, straordinaria ed essenziale è il percorso di allenamento per arrivare all’obiettivo. Ragionevole pensare che una guida esterna a questo percorso sia utile!

L’allenatore diventa utile non tanto come semplice fornitore di percorso tecnico tramite le ormai mitologiche tabelle, ma soprattutto come guida, alter ego e stimolo costante al rispetto delle regole di ingaggio. Costanza, onestà, resistenza alla fatica, entusiasmo e fiducia sono le qualità da mettere sul piatto e da verificare costantemente.

Allora e solo allora riusciremo a dare un senso compiuto allo sport e lo sport e in cambio ci darà grandi soddisfazioni, benessere e migliore qualità della vita!

Chiarissimo, questo potrebbe associarsi bene ai gruppi (seri) di corsa che stanno sputando nel territorio. Per chi è invece un “lupo solitario” per scelta o condizione (spazio-tempo) hai dei consigli per iniziare al meglio?

Intanto non credo che la differenza sia “il gruppo” o “lupo solitario”! La maggior parte dei gruppi è storicamente costruito su aggregazioni spontanee tra amici o componenti della stessa società, senza grandi pretese se non quelle di condividere un pò (tanta a volte) fatica!

La qualità dell’allenamento non appartiene al gruppo. Il lupo solitario dipende perchè è solitario… scelta tecnica? Difficoltà di organizzazione personale quindi impossibilità di aggregarsi ad un gruppo? È antipatico e nessuno lo vuole? La verità è che la qualità è trasversale al tipo di organizzazione!

Esistono gruppi in cui, grazie spesso ad una guida esperta, si fanno ottimi percorsi di allenamento personalizzati e lupi solitari che riescono a tirare fuori il meglio da loro proprio perché molto focalizzati sull’obiettivo e sul percorso di crescita individuale.

Detto questo, per chi vuole cominciare può appoggiare la costruzione del suo piano di battaglia su pochi elementi fondanti anche senza un allenatore di running:

  • scrivere un piano settimanale e rispettarlo (quando mi alleno e cosa faccio)
  • rispettare il criterio di progressività (2 allenamenti/10 allenamenti settimanali, facile/difficile, corto/lungo ecc) per evitare stress eccessivi a livello scheletrico, muscolare e tendineo.
  • rispettare SEMPRE gli spazi di riposo (il rischio è quello di stancarsi senza allenarsi!!)
  • bere e mangiare correttamente prima durante e dopo gli allenamenti ovviamente in modo proporzionato allo sforzo (smettere di mangiare e bere per dimagrire più velocemente è un atteggiamento malsano!)
  • porsi un obiettivo a breve termine
  • porsi un obiettivo a medio termine
  • porsi un obiettivo a lungo termine
  • rispettare la road map
  • misurare le prestazioni in rapporto ai miglioramenti personali

Corsa ed economia della corsa: quanto è importante riuscire a trovare una postura e dei movimenti corretti e ottimizzati? Come si può capire se “si corre bene”? L’uso di strumenti di tracking del movimento e l’analisi delle dinamiche di corsa (cadenza, rapporto verticale, …)?

Argomento piuttosto interessante e non banale! Mi sento di affermare, generalizzando il concetto di corsa ed equiparandolo all’idea di movimento, che dalla qualità della corsa dipende la prestazione, ma soprattutto il nostro benessere, inteso non solo come assenza di infortuni, ma anche come miglioramento (poi mantenimento) di uno stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società.

Quando gli infortuni o patologie croniche  (banali o più complesse e gravi) ci tengono lontani dagli allenamenti e dalle gare, ci precludono la possibilità di muoverci a nostro piacimento o semplicemente rendono la vita così complicata da non immaginare una attività motoria qualsiasi nella nostra vita, inevitabilmente ci allontaniamo dall’idea di benessere!

Venendo allo specifico, corsa appunto, la tecnica è il fondamento dello sport stesso! Correre con una tecnica economica, performante e sicura dovrebbe essere il focus di ogni podista. Costruire un gesto tecnico corretto ci allunga la vita sportiva e ci preserva dal logorio di uno sport piuttosto duro per articolazioni ossa e muscoli.

La tecnica di corsa è codificata in tanti testi sui quali generazioni di insegnanti e allenatori hanno studiato, ma negli ultimi anni si è assistito alla banalizzazione del gesto, passando da una tecnica specifica alla semplice velocizzazione del cammino con conseguente perdita di una meccanica efficace e soprattutto leggera e naturale.

La corsa ideale è rotonda e radente, anche e ginocchia alte e appoggio di avampiede o mezzo piede. Convengo che sia difficile a meno di una dose discreta di volontà e pazienza e soprattutto dell’aiuto di un tecnico che imposta il percorso tecnico, modificare il passo o perlomeno capire quale sia la direzione da prendere. Inoltre negli ultimi anni si è assistito ad una mistificazione della realtà abbastanza grave in ambito podistico, in quanto si è strutturata nella mente dei podisti l’idea che la salvezza delle loro articolazioni, ossa e muscoli passi dal tipo di calzatura che indosseranno per allenamenti e gare: nulla di più incredibile!

Come abbiamo potuto arrivare a pensare che un pezzo di plastica inerte che si trova sotto e intorno ai piedi possa risolvere le problematiche e le ingiurie che la corsa riversa sul nostro apparato locomotore? Come mai crediamo possibile che la scarpa possa allontanare gli infortuni o farci correre meglio? Non ho intenzione di rispondere in questo articolo perchè non è il centro dell’interesse, sta di fatto che invece credo evidente che l’unica struttura veramente adatta a sopportare gli sforzi e a supportare le esigenze di noi podisti siano I PIEDI, LE CAVIGLIE, LE GINOCCHIA  E TUTTI I MUSCOLI E TENDINI CHE STANNO SOPRA IL PUNTO DI CONTATTO ATLETA/TERRENO!

Il piede umano e le articolazioni in generale sono un sistema veramente sofisticatissimo, potente e adatto a rendere plausibile leggera, veloce e sicura la corsa! Il problema è che i nostri piedi sono ormai SORDI! Scarpe troppo invasive e dalle sagome inadatte hanno addormentato un sistema perfetto ed originariamente esplosivo resistente e preciso! Lavoriamo sui piedi e sulla tecnica e non cerchiamo scorciatoie!

Certamente i dati che possiamo estrapolare dai nostri orologi GPS possono essere una buona traccia se sommata a qualche nozione pratica di base. Consiglio tutti di leggere, dopo una corsa, anche i dati relativi alla qualità delle metriche e non fermarsi alla schermata dei tempi. Le metriche della corsa hanno dei range di valore e basterebbe chiedersi come fare per rientrare nei parametri migliori per innescare un circolo virtuoso che porta a cercare la strada della tecnica perfetta!

Un infinito grazie per la disponibilità e la sincerità delle tue parole. Chiudo con un’ultima domanda: hai dei libri o dei canali Youtube da consigliare ai lettori di EnduMag (e a me!)? Grazie

Tra i tanti libri che ho letto più per una questione di cuore che di razionalità tecnica suggerisco:

  • BORN TO RUN – Christopher Mcdougal
  • MARATONA PER TUTTI – Stefano Baldini
  • RUNNING REVOLUTION – Nikolay Romanov

Per quello che riguarda i canali Youtube non mi sento di indicare un canale particolare, posso dire che al momento seguo abbastanza costantemente i fratelli Ingebrigtsen. Un filmato che suggerisco a tutti per entrare nel mondo born to run è un TED fatto dallo stesso autore https://www.youtube.com/watch?v=b-iGZPtWXzE

Buona corsa a tutti!

Buona corsa anche da parte mia a chi è arrivato a leggere fino a qui. Ovviamente i commenti sono a disposizione per ogni altra domanda oppure trollatelo sul suo sito http://www.gabrieletorcianti.it. Grazie Gabriele!