5 itinerari autunnali in Trentino.

5 itinerari autunnali in Trentino.

L’autunno è arrivato ma la stagione ciclistica non è per niente conclusa, tant’è che sabato 3 ottobre è partito il 103° Giro d’Italia la cui 17° tappa arriverà a Madonna di Campiglio e da Pinzolo ripartirà la 18°.

Andrea Toso

01 Ottobre 2020

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Il ciclismo è da sempre in benvenuto in Trentino. Riprova ne è anche la quantità di campioni nati e cresciuti in provincia di Trento, che hanno portata alta la bandiera italiana nel mondo: dal super campione Francesco Moser a Letizia Paternoster, passando per Gilberto Simoni.

Per quanto riguarda i percorsi dedicati al ciclismo stradale in Trentino c’è l’imbarazzo della scelta. Ne abbiamo scelti 5 che a nostro avviso meritano di essere messi tra i prossimi obiettivi di stagione.

Partendo come il Giro d’Italia da Pinzolo andiamo a studiare un primo itinerario, il tour per Campiglio e Comano. Dal centro della Val Rendena seguiamo il fiume Sarca fino a Comano Terme per affrontare la prima salita, il Passo Durone che con il 6% di pendenza ci fa scaldare ripercorrendo tratti della Granfondo di Madonna di Campiglio. In cima al passo si scende verso Bolbeno, per seguire verso Preore da cui si pedalerà sulla seconda salita ben più impegnativa della precedente, il Passo Daone, 8 km con una pendenza media del 9,4%. Allo scollinamento si prosegue per Spiazzo Rendena da cui si risale verso Pinzolo. Il giro potrebbe già concludersi, ma si possono aggiungere i 15 km con la pendenza del 5,7% che da 774 m ci faranno arrivare a quota 1682 in località Campo Carlo Magno ed avendone scalati già oltre 2000 si faranno sentire, tanto quanto la soddisfazione dell’impresa. Con il rientro in discesa a Pinzolo avremo percorso 107 km, quasi 3mila metri di dislivello, un giro impegnativo da affrontare con cautela, non per niente si ricalcheranno alcune salite del Giro.

Alleggeriamo la strada, il Giro della Mendola prevede  circa 100 km ed un dislivello di 1700 m con una media difficoltà. Il giro parte da Mezzocorona, poco dopo si entra in Val di Non, casa di Fondriest, Moscon e la Paternoster, campioni non da poco, ed in senso orario si va verso la prima salita di Denno, circa 10 km e una media del 7,4% ed un picco al 15%, per scendere in direzione Contà, si risale a Ville d’Anaunia e si prosegue verso Fondo da cui inizia la salita vera che ci porta sulla Mendola fino a quota 1364, entrando nella provincia di Bolzano la cui discesa ci porta giù per Appiano sulla strada del vino, e su questa si rimane per chiudere l’anello in piana. Quindi possiamo segnalare la prima metà come la più impegnativa, per poi gestire il rientro tra i vigneti.

Il terzo giro che proponiamo tra i tanti possibili in Trentino, è il giro della Val di Cembra: 87 km per circa 1650 m di dislivello. Partiamo dal centro storico di Trento, da cui andiamo a prendere la ciclabile che scorre lungo l’Adige fin oltre la foce del fiume Avisio per raggiungere il centro abitato di Lavis.  Pedaliamo verso le colline a nord, terra di vigne, Nosiola, Chardonnay, una vista mozzafiato sulla piana Rotaliana. Scendiamo in una tortuosa strada a tornanti di circa 2 km per avvicinarci a San Michele all’Adige da cui imboccheremo la “salita dei Campionissimi”, 6,5 km per scalare 450 m, nomen omen. In cima scendiamo per Cembra, riattraversiamo l’Avisio sul ponte dell’Amicizia. È già tempo di salita: ci spostiamo sull’altro versante della valle, verso Segonzano, siamo in zona delle “piramidi di terra” nate dal fenomeno erosivo dell’acqua sul terreno. La direzione è verso nord est per Sover. Da qui scaliamo l’ultima impegnativa salita, un primo blocco di 3 km con media 9%, per poi smorzarsi in un falsopiano fino a Brusago. Inizia la discesa mite che ci fa sfilare i laghi delle Piazze e di Serraia, per poi imboccare la direzione verso Trento. L’ultimo scoglio si incrocia a Civezzano, nomen omen di nuovo, la salita dei Forti (intesi come fortificazioni austroungariche e non potenti muscolarmente). La difficoltà e media, il panorama spettacolare.

Risaliamo su percorsi da scalatori veri per scalare il Passo Manghen (non per niente doppiato anche nel Giro d’Italia 2019) per la Val Calamento, il percorso in senso antiorario torna ad essere impegnativo, nei 112 km di pedalata e quasi 2mila metri di dislivello si salirà fino a quota 2034m. Una sola dura salita: 23 km e 1795 m di dislivello che partendo da quota 353m, dopo i primi 20 km in leggera discesa, ci porterà oltre i 2mila, con una media del 7,1% e picco di pendenza del 15%. Il rientro dalla cima vede due risalite in località Capriana e Fornace, ma l’impresa si è già portata a termine doppiando il passo Manghen, una delle 23 salite memorabili del Trentino.

Prima che la neve abbia la meglio sulla pulizia delle strade, prima che il termometro obblighi il riposo dalle salite mitiche delle nostre Alpi abbiamo ancora qualche settimana per sfidare il mito del Sellaronda, il tour più famoso per i ciclisti, il viaggio che diventa gara nella Maratona Dles Dolomites: le valli ladine di Fassa, Livinallongo, Badia e Gardena, le province di Trento, Bolzano e Belluno, i passi Pordoi, Campolongo, Gardena e Sella, che in neanche 60 km di strada richiederanno oltre 2100 metri dislivello per tornare a Canazei o da un qualsiasi punto di partenza si scelga. Salite leggendarie del ciclismo per 4 passi che dai 1439 m fino a quota 2240 del Pordoi. Qui la nostra bicicletta ci dirà se siamo davvero allenati o meno, ma di sicuro il panorama giustificherà ogni fatica.

Questi sono solo 5 degli infiniti itinerari per ciclisti in Trentino, le salite del Mito sono tante e non basterà questo autunno a pedalarle tutte, e ancora mancano gli itinerari in valle; come in una scatola di cioccolatini una volta assaggiato il primo si vorrà subito passare al successivo, il Trentino aspetterà il nostro ritorno per farsi amare nuovamente.