3, 4 e 5, Speedcross che sorpresa.

3, 4 e 5, Speedcross che sorpresa.

Avendo già avuto e usato sia in gara che in allenamento Speedcross 3 e Speedcross 4 ero curioso di provare le Speedcross 5, volevo andare sul sicuro conoscendo e avendo apprezzato i modelli precedenti, sorpresa!

ENDU

10 Agosto 2019

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Appena calzata la scarpa la si sente più avvolgente su tutto il piede e più rinforzata e imbottita nella zona della caviglia.
La speedcross 5, usata su terreni con fondo omogeneo e compatto non fa notare una grande diversità dalla 3 e dalla 4 se non per il grip, che sin dalla prime sensazioni si presenta come un buon grip, sempre puntuale e sicuro. Ma è quando il fondo diventa difficile con rocce e pietre e la strada inizia a salire si sente veramente la scarpa con la sua struttura rivisitata e la puntualità nella risposta del gesto.
Molto buona è l’ammonizzazione sia nel tallone ma soprattutto lungo tutta la pianta del piede, specie nella 3/4 della pianta dove, su i modelli precedenti era un po’ carente. Il grip risulta stabile sia se si spinge in salita con fondi smossi sia quando si scende e riesce a trasferire una grande fiducia negli appoggi, la caviglia essendo ben protetta non risente delle irregolarità del terreno e questa sensazione insieme all’ottimo grip ti da più sicurezza e fluidità nei movimenti.
In senso generale la scarpa risulta confortevole su tutti i terreni, sicuramente consigliata anche per chi, magari non proprio trail runner, affronta trekking impegnativi.
I punti a favore che ho riscontrato sono:
  • Ammortizzazione 
  • Grip
  • Imbottitura zona caviglia 
 
Punti a sfavore durante il test non ne ho trovati…
 
Luca Nadotti, trail runner, runner, triathleta