12 regole per pedalare in Gruppo

12 regole per pedalare in Gruppo

Nel mondo dell’endurance abbiamo diverse regole da seguire.

Andrea Toso

05 Febbraio 2019

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Alcune regole sono scritte come i regolamenti di ogni singolo sport, quelli ricombinati ed adattati allo scopo come per il triathlon, ed altre che sono sottintese ma necessarie, come queste 12 regole per pedalare in Gruppo.

Chi come me si è trasformato in ciclista provenendo da altri sport, il running nel mio caso, non conosce le regole “universali” del Gruppo (maiuscolo), che si imparano giorno per giorno pedalando con una squadra agonistica, e ci si ritrova spiazzati dalla quantità di attenzioni che bisogna prestare.

Pedalare in gruppo è un ottimo allenamento, i ciclisti veri lo sanno bene, e posso confermare in prima persona che anche per i triathleti ha un’ottima resa specialmente se ci si accoda a chi fa gare in circuito ancor più che granfondo, e terranno un ritmo medio più esplosivo più utile alle distanze fino all’olimpico.  Bisogna quindi entrare in punta dei piedi in questo mondo ed adottare la condotta adatta, rispettando le gerarchie del Gruppo e seguendo queste regole universali.

1 – Segnare le buche a chi ci segue come le segnano a noi (abbassando la mano destra in genere indicando l’asfalto), per evitare danni ai cerchi, forature e scatti improvvisi che non vengano capiti da chi segue, come pure avvisare di ostacoli improvvisi con appositi cenni, e se serve l’universale “OCCHIO” che funziona sempre.

2 – Segnare le svolte con anticipo, sia per chi è in gruppo sia per gli autoveicoli, così da far capire il perché di spostamenti nella carreggiata e non rischiare contatti pericolosi, non è detto che tutti si conosca l’itinerario previsto.

3 – Guardiamo SEMPRE oltre la ruota di chi ci sta davanti, almeno 20-30 metri, così da essere reattivi e presenti e poter anticipare eventuali pericoli non segnalati, sai mai qualcuno non conosca queste regole o si sia distratto una frazione di secondo!

4 – Sembra sottinteso ma rimaniamo CONCENTRATI, mani sui freni in ogni occasione, va bene sia sulle corsa che in presa bassa, ma tenerle sul piatto del manubrio lontano dai freni capite che è un pericolo. Capiamo quindi quanto importante sia avere una buona posizione in sella per essere ben assestati sul manubrio.

5 – Pedaliamo in SICUREZZA, ossia rispettiamo gli SPAZI del gruppo, quando dobbiamo compiere qualche azione speciale, come indossare o togliere la mantellina, o peggio gambali, bere, mangiare gel o barrette, ricordiamoci che non siamo Prof che macinano decine di migliaia di km, ma amatori. Attenzione a parte quindi proviamo questi gesti da soli tante volte prima di esibirci in gruppo, per non dire del divieto di uso del telefono, al limite (UN! Due sono vietati dalla legge, anche in auto in teoria) auricolare.

6 – Quando si è in fila per due perché la strada lo consente, evitiamo la mezza ruota, ossia stare leggermente oltre la ruota del nostro vicino, in scia non serve dimostrare nulla neanche se si sta tirando, ed è una cosa che infastidisce molto i veri ciclisti. Pedalare in gruppo sfruttando la mezza ruota può essere estremamente pericolo. Basta un minimo spostamento oppure una frenata e la caduta è assicurata.

7 – Non facciamo strappi al ritmo, quando stiamo tirando pedaliamo regolari e se serve facciamolo in maniera progressiva così da non creare buchi nella continuità del gruppo. Stessa cosa nel caso si stia facendo la doppia fila, ossia quel movimento per cui si slitta dalla cima di una fila a quella dell’altra, accogliendo poi davanti chi ci stava seguendo e così via, meccanismo che aiuta a mantenere ritmi alti con cambi rapidi; più regolare rimane tutto il gruppo meno si fatica evitando appunto strappi.

8 – Diamoci un punto di ritrovo in cima alle salite così da ricompattare il gruppo, oggi magari aspetteremo qualcuno e domani aspetteranno noi, abbiamo tutti le giornate no e tornare da soli in una di queste diventa ancora più pesante, quindi vale la regola universale “fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te”; magari qualcuno ha forato o gli è scesa la catena, sappiamo gli imprevisti possibili. Se ancora non si è tutti all’ora e luogo previsto affrontiamo la discesa piano così da concedere la chance di rientrare ai ritardatari, magari i cellulari non avevano campo per avvisare di un problema.

9 – Una questione di sicurezza quanto di rispetto per le macchine chiede che si stia in fila indiana se la strada è stretta, abbiamo tanti diritti quanti doveri, e come detto sopra “fai agli altri…”

10 – Potrebbe essere il punto 9.1 ma ha un’importanza enorme per cui vale il 10, anche su strade larghe stiamo massimo per 2, abbiamo già abbastanza haters tra gli automobilisti e evitiamo di renderci più antipatici, già basta per chiacchierare con gli amici.

11 – Pedalare in gruppo è una questione di rispetto per il gruppo stesso. Quando qualcuno chiede il cambio allargandosi è buona norma prendere il suo posto per qualche km, non sfinirsi ma aiutare anche noi questa mini comunità finché ne siamo in grado. I “succhiaruote” non sono amati.

12 – Prima di metterci in mostra nel gruppo aspettiamo qualche uscita per conoscere le abitudini, se c’è uno sprint tradizionale lasciamolo a chi conosce la strada e studiamo cosa succeda, potremmo diventare un pericolo per il gruppo. Un Gruppo è una piccola comunità con usanze e regole, alcune comuni come quelle elencate, altre specifiche da imparare se entreremo a farne parte, ma se ci inseriamo in corsa siamo ospiti e da tali bisogna comportarsi.

Nel trevigiano dove abito e mi alleno ho la fortuna, l’onore e l’onere di pedalare con ben due campioni del mondo (2018) di categoria, incrocio ex professionisti come l’oro olimpico Eros Poli, e vincitore di tappa Tour de France al Mont Ventoux, nel loro talento sono i più disponibili a mettersi a disposizione del gruppo, a poggiare una mano per tirarti in salita e a tornare a recuperare i ritardatari.

I Campioni sono coloro che danno un esempio di virtù soprattutto nel pedalare in gruppo, non solo quelli che tagliano il traguardo davanti a tutti.

 

Photo by Coen van den Broek